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Benito Mazzi “Morello, la fugascìna e la febbre del giro” con omaggio all'Ossola di Giorgio Calcagno pagg.77, euro 11.00
MORELLO, LA FUGASCINA E LA FEBBRE DEL GIRO In un'Italia abituata ad andare a rilento, che non aveva ancora scoperto lo stress, negli anni a ridosso della seconda guerra mondiale la bicicletta rappresentava una conquista sociale, un mezzo di lavoro (chi non ricorda "Ladri di biciclette" di De Sica!), ma per i ragazzi e i giovani, soprattutto delle campagne e delle vallate di montagna, si imponeva anche come possibilità di successo, mezzo per affermarsi in campo sportivo e uscire dal grigiore della vita contadina. Morello è figlio della guerra e ha covato a lungo il suo piccolo sogno di gloria. Le sue (dis)avventure ciclistiche, spassose, a tratti fantozziane, unite alle sapide pennellate che l'autore ci offre dell'Ossola di quegli anni, fanno di questo libro, arricchito da un'appendice inedita di Giorgio Calcagno, una lettura godibile anche da chi col mondo delle due ruote non ha dimestichezza alcuna.
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